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Incontro di informazione Scuola Calcio Elite, Massimo Gotti: “Il mondo del calcio giovanile sta cambiando, bisogna sapersi adattare”

Nella serata di lunedì 20 novembre presso la Sala Civica di Mapello, si è svolto il terzo incontro di informazione organizzato dalla Scuola Calcio Elite Mapello. Il tema proposto riguardava il mondo a 360° de “Il calcio giovanile”, illustrato da Massimo Gotti, ex calciatore professionista, laureando alla facoltà di Scienze Motorie settore calcio, ed attuale responsabile del Settore Giovanile e attività agonistica del Lallio. L’obiettivo della serata consisteva nel condividere le esperienze, al fine di un arricchimento da parte di entrambe le parti. I presenti hanno potuto attingere preziose nozioni riguardanti il ruolo dell’allenatore, i metodi di allenamento, l’aspetto tecnico-tattico, dai piccoli della Scuola Calcio fino all’attività agonistica. Attraverso l’ausilio di slide e di alcuni video dimostrativi, Massimo Gotti ha spiegato in maniera chiara ed esauriente i concetti basilari del mondo giovanile del calcio. Di seguito un breve passaggio dell’incontro:

L’allenamento è un processo che produce un cambiamento nel nostro organismo attraverso la pianificazione del lavoro, che può essere fisico-tecnico-tattico e mentale, per raggiungere l’obiettivo prima singolarmente e poi di squadra. Se ognuno di noi migliora, automaticamente migliora anche la squadra. Questi cambiamenti sono positivi quando il lavoro è pianificato e continuativo. La programmazione è importante perché bisogna scegliere i mezzi ed i metodi: sappiamo tutti che sono infiniti, ma sono fondamentali anche le varianti. Un altro aspetto molto importante è il controllo dell’allenamento: quante volte capita che si arriva al campo e magari i ragazzi sono in numero inferiore, bisogna essere sempre preparati in questi casi sul metodo di allenamento. Un buon allenatore è colui che riesce a modificare i mezzi ed i metodi di allenamento. Ogni annata non può essere identica, non può avere lo stesso programma per ogni categoria. Tanti allenatori si presentano con il loro programma senza conoscere i ragazzi e le loro qualità: lasciamo almeno un mese di tempo per poter ingranare, far in modo che i ragazzi conoscano il loro mister, ed il mister a sua volta conoscere ogni ragazzo. Dopodiché parliamo e stiliamo un programma: quali sono le carenze tecnico-tattiche ecc…Ci sono ragazzi magari di 13-14 anni, che però hanno diverse altezze: in questo caso il lavoro deve essere differente. Non possiamo trattare tutti allo stesso modo, sia a livello fisico che tecnico, e quindi deve essere bravo il mister a gestire al meglio queste situazioni. Se tra l’allenatore ed il giocatore c’è una relazione schietta, leale e sincera, il ragazzo ti può dare molto di più. Se il ragazzo è in difficoltà, in questi casi glielo si dice, aiutandolo a migliorare: le risposte saranno positive”.

Rossana Stucchi

Ufficio Stampa

S.S.D. MAPELLO A R.L.

Sala Civica Mapello – “incontro di informazione” relatore Massimo Gotti

 

 

 

 

 

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